Quali sono le percentuali di riuscita per un paziente che si trova in uno stato che non è T1-T2 ma è peggiore?
Il trattamento HIFU è fattibile anche nei pazienti con neoplasia localmente avanzata (T3). Le complicanze e la degenza sono sovrapponibili a quelle del trattamento delle forme localizzate (T1-2). Nei T3, a mio giudizio sarebbe preferibile associare al trattamento HIFU anche l'ormonoterapia almeno per qualche anno. Dati in fase di pubblicazione riportano un 75% di biopsie negative 6 mesi dopo il trattamento HIFU nei T3.
E' possibile applicare questa terapia anche a chi ha già avuto l'asportazione della prostata, ma non può fare radioterapia?
HIFU può essere eseguita anche nei pazienti che hanno già eseguito una prostatectomia radicale per il trattamento di una recidiva clinica di malattia. Una recidiva clinica è caratterizzata dalla presenza di malattia residua visibile all'ecografia transrettale.
HIFU non è applicabile nei pazienti che hanno eseguito una prostatectomia radicale e richiedono un ulteriore trattamento per il solo incremento del PSA.
Esiste sempre una certa percentuale di rischio nei pazienti con carcinoma prostatico, qualunque sia il metodo di trattamento scelto. È una patologia molto seria e la maggior parte delle volte il trattamento è pesante e complesso, in particolare la radioterapia o l'intervento chirurgico. Ablatherm HIFU riduce notevolmente il livello di rischio post-trattamento e migliora visibilmente la qualità di vita dei pazienti che hanno scelto questa tecnica. Tuttavia, resta una certa percentuale di rischio, come del resto accade con qualunque altra terapia. Le lesioni al retto o quelle digestive risultano essere il rischio più elevato. Secondo i risultati riportati nelle più recenti pubblicazioni, i rischi sono inferiori all‘1%. Segue l'incontinenza urinaria. Un anno dopo il trattamento, i dati sono: 0% per incontinenza grave, 1,4% per incontinenza moderata e 6% per incontinenza lieve. Queste percentuali devono essere confrontate con quelle di altri trattamenti, soprattutto la radioterapia, dove l'incontinenza varia da 1 a oltre il 20%. Si deve considerare anche il rischio di impotenza. Dopo il trattamento HIFU può variare in base alla tecnica utilizzata. L'urologo può tentare una tecnica “conservativa” (in tal modo si riduce il rischio di danni nervosi, ma aumentano le probabilità di dover usare un nuovo trattamento). Quindi, con Ablatherm HIFU le funzioni sessuali possono peggiorare al 50% con un trattamento standard o al 35% circa con una tecnica conservativa (che rende questa tecnica più favorevole di altri trattamenti).
Altri effetti indesiderati ma meno seri (disagio, più raramente dolore, infezioni, ritenzione urinaria, ecc.) regrediscono quasi sempre con una profilassi corretta.
Ablatherm HIFU ha ottenuto nel 2000 il marchio CE, e per un dispositivo medico ciò equivale all'autorizzazione all'immissione in commercio di un farmaco. La sua efficacia è stata confermata ed il trattamento è ben tollerato come riportano numerosi studi clinici. Ha ottenuto il riconoscimento delle autorità sanitarie competenti. In tal modo il dispositivo può essere commercializzato in tutti i paesi membri dell'Unione Europea e nei paesi che accettano il marchio CE nelle proprie normative di legge. Quindi non si tratta di un dispositivo medico in fase di sperimentazione. La fase di sperimentazione clinica è terminata nel 2000 e sulla base dei risultati, l'azienda produttrice ha ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione del prodotto. All'inizio del 2006 sono stati oltre 9.000 i pazienti sottoposti al trattamento. Adesso il follow-up (che ora ha superato i 10 anni) e diverse pubblicazioni scientifiche sull'argomento ci permettono di dire che la fase sperimentale è stata pienamente superata. I nuovi centri ospedalieri che usano Ablatherm HIFU quasi quotidianamente confermano che ormai la sperimentazione è lontana.
Il trattamento in sé non è doloroso e avviene in anestesia locale (epidurale) o a volte in anestesia generale. Raramente si avverte dolore al termine del trattamento e la maggior parte dei pazienti prova un lieve disagio che scompare dopo alcuni giorni. Lo si capisce perché non restano cicatrici e quindi il paziente non soffre per la cicatrizzazione delle ferite tipiche di un'operazione chirurgica. Diversamente dalla radioterapia, i pazienti non avvertono i dolori tipici delle scottature.
Il paziente viene ricoverato la sera prima dell'intervento senza alcuna preparazione specifica. Viene praticato un enteroclisma per la preparazione colo-rettale del giorno successivo quando sarà usata una sonda endorettale.
Il paziente viene cateterizzato per poter eliminare l'urina normalmente. Dal momento che con Ablatherm HIFU, c'è stato un notevole aumento della temperatura a livello della prostata, essa si presenta leggermente gonfia ed impedisce al paziente di urinare per alcuni giorni. Quando il volume della prostata torna normale, il catetere viene rimosso.
La sera stessa dell'intervento il paziente può ricominciare a mangiare, mentre il catetere viene rimosso dopo 3-4 giorni. Le dimissioni avvengono il giorno successivo al trattamento o dopo la rimozione del catetere. Viene anche eseguito un esame ad ultrasuoni per controllare che la vescica funzioni correttamente.
Il medico può prescrivere un farmaco profilattico per 8 giorni atto a prevenire le infezioni urinarie. Le misure del livello del PSA e le analisi delle urine sono eseguite regolarmente. In caso di infezione urinaria, il medico prescriverà un ciclo di antibiotici specifico per i germi presenti nelle urine. In questo periodo il paziente potrebbe avvertire lievi disturbi: lieve ematuria all'inizio della minzione, minzione frequente e talvolta urgente, perdita delle urine sotto sforzo o eliminazione di residui necrotici.
Rare, ma possibili le infezioni accompagnate da febbre. Qualora si espandano farsi prescrivere un antibiotico.
Quasi nessuna. In ogni caso, i pazienti che si sottopongono al trattamento non corrono alcun pericolo. In realtà si dovrebbe parlare di “indicazioni terapeutiche non del tutto soddisfacenti”. Gli urologi che utilizzano questa tecnica solitamente la scelgono per pazienti con un buon profilo poiché si ottengono ottimi risultati in questo gruppo. Il trattamento risulta altamente efficace e ben tollerato, il che significa la guarigione e una qualità della vita migliore per il paziente.
No, se si escludono i casi di infezione urinaria in cui l'urologo prescriverà la profilassi più appropriata.
Attualmente, Ablatherm HIFU risulta uno dei trattamenti meno invalidanti. Il basso tasso di complicazioni e il breve decorso garantiscono nella maggior parte dei casi un rapido ritorno alle normali attività (in genere 2 o 3 giorni dopo il trattamento). È possibile si renda necessario il catetere per alcuni giorni dopo il trattamento. Tuttavia, dopo aver consultato il medico, potrai tornare alle tue normali attività.
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